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L’idea di intraprendere partendo da Bari una nuova strada in grado di analizzare le condizioni attuali di rom e sinti e le loro prospettive nel nostro paese, ha connotato e orientato i lavori articolatisi per tre giorni (dal 29 al 31 ottobre) del convegno Nevo Drom (Nuova Strada in lingua romanès) tenutosi al Fortino S.Antonio di Bari e promosso dalla Coop. Soc. Progetto Città in collaborazione con la Coop. Soc. Artezian (composta da lavoratori residenti nel Villaggio Rom del quartiere Japigia di Bari), l’Ass. Vox Popoli e la onlus Cedam.
Un’iniziativa che ha coinvolto nelle sue varie sessioni di approfondimento (sociale, culturale, politica) più di 300 persone tra esperti, addetti ai lavori e nuovi adepti, soprattutto giovani studenti delle scuole superiori e dell’Università. Un dato, quest’ultimo, rilevante che si aggiunge a quello dello spessore internazionale dei relatori del convegno su questo tema.
Tra questi il musicista, compositore rom italiano Santino Spinelli, professore di lingua romanì all’Università di Trieste, Torino e Chieti e musicologo, la scrittrice rom rumena Luminitia Cioba, presidentessa della Fondazione Culturale e Sociale per i Roma “Ion Cioba” di Sibiu (Romania), l’antropologa AnnaMaria Rivera dell’università di Bari, autrice del recente saggio antirazzista “Regole e Roghi” (ed. Dedalo), e i rappresentanti della Federazione Rom e Sinti Insieme Radamès Gabrielli e Yuri Del Bar.
La Cioba ha presentato un quadro più appagante rispetto all’Italia della dignità umana del suo popolo in Romania, impiegato nella produzione di utensili e vasellame di legno destinata al mercato mondiale, e dettagliato con molti esempi la presenza della cultura rom nelle varie forme dell’arte europea: musica, letteratura, poesia oltre che ricordare il grande tributo di sangue versato dalla popolazione romanì a causa dello sterminio nazista, il “Porraimos” che uccise decine di migliaia di persone di etnia rom.
Al Convegno, in forma virtuale, con una videocomunicazione ha voluto prendere parte anche Moni Ovadia denunciando le forme drammatiche e becere con cui in Italia si sta diffondendo una cultura razzista che nega di fatto e in modo violento a chi appartiene ad altre etnie la possibilità di esercitare i fondamentali diritti umani. “Rom , vuol dire uomo – ha detto Ovadia – gli indiani d’America si chiamavano “il popolo degli uomini” e uomini dobbiamo considerarci tutti per costruire una società più giusta”.
Il Convegno Nevo Drom ha anche proposto a latere attività ed iniziative culturali con la mostra “Misto Avilàn-Benvenuti” curata dal fotografo Pasquale Susca con foto realizzate anche da bambini e ragazzi rom, il concerto dell’Alexian Grupo di Spinelli – un viaggio nella musica romanì rispettoso della vera tradizione rom, e si è concluso con la festa “IO STO CON I ROM” giunta alla sua seconda edizione.
Alla festa, che si è svolta al campo rom di Bari-Japigia sabato 31 ottobre - hanno partecipato circa 500 persone e ha offerto numerosi momenti di musica, gastronomia, approfondimento e documentazione con un continuo andirivieni di gente di tutte le età: dai più piccoli in passeggino, ai giovani sino ad arrivare ai nonni. E’ stato nello stesso tempo un importante momento di scambio ed incontro interculturale utile a far conoscere la realtà di un campo rom a tutti i cittadini e che è servita anche a sostenere la cooperativa rom Artezian (che offre servizi di facchinaggio, trasloco, riuso e riciclo materiali di lavoro).
Convinti che per costruire e percorrere una “nuova strada”, sgombra da pregiudizi, razzismi e piena di diritti umani e civili, ci sia ancora molto da fare i promotori del convegno e della festa stanno già lavorando per dare seguito e concretezza agli interessanti e positivi risultati ottenuti dall’iniziativa e continuare nel dialogo con le istituzioni che hanno sostenuto e patrocinato la manifestazione: il Comune di Bari – Assessorato all’Accoglienza e alle Culture, l’Assessorato Regionale al Mediterraneo e alla Cittadinanza Attiva, l’Università di Bari.
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